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Donne e digitale inclusivo

In che modo le donne possono sfruttare le opportunità che il mondo digitale offre? Che cosa vuol dire oggi essere inclusive grazie al digitale? Ne ha parlato Maria Rita Fiasco presidente di Gruppo Pragma e Vicepresidente Assinform durante l'evento Libere di essere digitali.

In occasione della Festa della donna è stato organizzato a Monza il workshop Libere di essere digitali.

L’evento nato all’interno del progetto nazionale GGI ROSA DIGITALE ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare le giovani studentesse delle scuole sui temi della rivoluzione digitale in atto e della comunicazione attraverso i social network, che stanno cambiando completamente i paradigmi del rapporto fra le imprese e i consumatori, fra le Istituzioni e i cittadini, e fra le persone stesse;nuove opportunità stanno nascendo per le giovani generazioni e vi è la necessità di una crescente presenza femminile nel settore IT.

Relatrici dell’evento sono state donne esponenti delle più brillanti realtà relative al mondo digitale, tra loro anche Maria Rita Fiasco socio fondatore e presidente di Gruppo Pragma.

Di seguito un estratto del suo intervento, incentrato su come il digitale possa favorire l’inclusione sociale nel mondo di oggi.

Le donne e le opportunità nel digitale

Essere inclusive grazie al digitale è davvero una realtà: pensiamo alla possibilità per noi donne di poter conciliare con lo smart working i tempi e il lavoro dell’ufficio e quelli dedicati al lavoro di cura; pensiamo a quante iniziative nel digitale e con le community hanno messo a valore saperi delle donne che hanno dato vita a originali imprese e startup - è la realtà della sharing economy; pensiamo alla possibilità di poter portare istruzione e conoscenza in luoghi remoti o a persone che vivono situazioni che impediscono loro di muoversi e di frequentare scuole e università; pensiamo alla possibilità di superare barriere geografiche, culturali e sociali, di avere a portata di mano conoscenze e comunità globali.

Essere inclusive

Ma essere inclusive nel digitale vuol dire anche un’altra cosa ed è ciò di cui voglio parlarvi: essere inclusive vuol dire per noi donne costruire connessioni e dare voce alle nostre opinioni, diffondere i nostri pensieri. Vuol dire comunicare e usare il linguaggio in modo consapevole, perché le parole (dette, scritte, rappresentate nelle varie forme di contenuto), solo una “tecnologia”, l’interfaccia viva dei nostri pensieri, della realtà che vogliamo creare, una realtà positiva, inclusiva, cui si può appartenere e che può portare a bordo il nostro prossimo, con tutte le energie nostre e degli altri.

Viviamo nell’era dei social media, metà della popolazione italiana è su Facebook (in tutto il mondo quasi 2 miliardi persone!), più o meno egualmente suddivisa tra uomini e donne; sempre più usiamo le chat come whatsapp e messanger per comunicare e dar vita a gruppi. Chissà quanti gruppi whatapp ci saranno nelle vostre scuole e nelle vostre classi!

Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire canali, occasioni, mondi virtuali nei quali dare voce alle proprie opinioni, rappresentare la propria identità, rappresentare la propria vita in modo consapevole e con la giusta competenza.

Il Manifesto della comunicazione Non Ostile

Nel mese di febbraio a Trieste, città cui sono legata e sede del nostro laboratorio di R&D in AREA Science Park, oltre seicento di persone di ogni età e di ogni provenienza si sono riunite e hanno promosso e dato vita, con il contributo di migliaia di altre persone attraverso i social, al Manifesto della comunicazione Non Ostile.

Manifesto-della-comunicazione-non-ostile - Parole Ostili

Perché questo manifesto? Nasce dopo i recenti fenomeni della violenza online di cui sono state vittime donne, ragazze e giovani: si è voluto gettare le basi per un cambiamento generale nell’utilizzo di questo splendido e potentissimo media che è Internet. Per fare di Internet il luogo dove essere inclusive e costruire un mondo migliore per tutti, donne e uomini, ragazze e ragazzi, persone di ogni genere, sesso, razza, religione.

Il manifesto, può fornire lo stimolo a pensare l’inclusività a partire dal modo in cui noi diamo forma ai nostri pensieri attraverso la comunicazione attraverso Internet, per fare di Internet un luogo di progresso e crescita per tutte noi.

 

 

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